domenica 17 ottobre 2010

Letto e commentato: Dio su una Harley, di Joan Brody

L'Incipit.
Io per prima non capirò mai perché lo chiamano "il giardino d'America". E soprattutto non ho idea del motivo per cui dopo sette anni sulla costa occidentale sono stata felice di tornare nel New Jersey. Dopo tutto, quando la gente ne parla pensa alle esalazioni tossiche che salgono dalle ciminiere di Newark, dimenticando completamente gli splendidi colori della vegetazione del Garden State Parkway in autunno. Il New Jersey è uno dei bersagli favoriti dei talk-show in onda a tarda notte, e nessuno dei vari ospiti si è mai sognato di far notare che per sopportare tutte le loro malignità noi abitanti dobbiamo avere un carattere meraviglioso. Come se non bastasse, sono convinti che soffriamo di un complesso di inferiorità collettivo provocato dalla vicinanza con New York, la città che non dorme mai. Non importa. In fin dei conti, non siamo noi quelli che vengono sempre più spesso presi di mira dai terroristi. Prima o poi qualcuno capirà finalmente chi sono i veri fortunati.

Cosa ne penso
Questo romanzo mi è stato regalato tantissimo tempo fa, per l'esattezza nel 1995 (anno della sua pubblicazione in Italia per la Sonzogno), quando avevo appena rotto con l'idiota dell'epoca e mi preparavo alla mia nuova vita universitaria (nuova città, nuove amicizie, nuovi amori). Ricordo che all'epoca non ne volevo sapere nulla di leggerlo perché mi sembrava una roba da depresse. Ad infastidirmi era soprattutto il titolo, quel "Dio su una Harley" proprio non mi piaceva (e continua non piacermi tuttora l'idea che la nostra vita possa essere migliore o peggiore a seconda di quanto crediamo o meno), comunque, data la brevità, alla fine mi sono convinta e l'ho letto. A distanza di anni è ancora una delle mie letture preferite, non certo perché sia un capolavoro, ma perché è leggero, gradevole ed utile. La protagonista Christine Moore è un'infermiera stressata, che non sopporta più il suo lavoro e non riesce ad avere un rapporto sano con gli uomini. Quando incontra l'ex che anni addietro non l'aveva voluta impalmare, sprofonda nella depressione più nera. Per fortuna incontra Joe, un bel motociclista avvolto dal mistero, che scoprirà essere Dio. Joe le rivolta la vita come un calzino dandole una serie di comandamenti "personalizzati" che Christine dovrà seguire alla lettera. Dapprima Joe la spingerà a fare meno ore in ospedale (facendole guadagnare meno soldi), poi a traslocare in una casa più piccola, infine a buttare via tutti i suoi vestiti, libri e cd, ma attraverso poche, semplici regole la salverà da sé stessa insegnandole ad interrompere un circolo vizioso fatto di comportamenti autodistruttivi, piccole ossessioni, insicurezze e privazioni. Io continuo a non credere in Dio, ma il messaggio di questo romanzo continua a piacermi: per essere felici non serve circondarsi di beni materiali, ma basta stare bene con se stessi. Dopo averlo riletto effettivamente mi sono sentita meglio: non ho bisogno di niente che io non abbia già. Sarà banale, sarà retorico, magari non tutti condivideranno, ma per me è vero il detto che chi si accontenta gode.
Perle di saggezza
Tutto ciò che succede, per quanto insignificante possa apparire, fa parte del flusso universale.

Se tu eliminassi tutti gli obblighi che ti sei assunta nei confronti di cose che non ti servono, la tua vita sarebbe molto più soddisfacente.

Non avere più niente da perdere ci porta a compiere le mosse più azzardate.

L'ego è alla base di tutti i tuoi problemi: eliminalo, e dentro di te ci sarà spazio solo per la felicità.

Non si può essere abbastanza onesti: o lo sei completamente, o non lo sei affatto.

L'autrice
Joan Brady, l'autrice di questa favola new age, ha scritto anche il seguito (Paradiso a tutto gas), che riprende esattamente da dove si era conclusa la storia di Dio su una Harley.
Il suo sito: http://www.joanbradybooks.com/

2 commenti:

  1. Ciao Hobina,grazie della tua visita,è sempre un piacere avere la tua presenza,il tuo blog è sempre bello e vario.
    Buona serata.

    Un bacio.

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  2. ciao achab! il piacere è mio nel leggere le tue bellissime parole! Sei un uomo di rara sensibilità..

    RispondiElimina

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