mercoledì 8 settembre 2010

CineLibri: Paranoid Park, di Blake Nelson

L'incipit:
3 gennaio (sera). Seaside, Oregon.
Ciao, sono nella casa la mare di mio zio Tommy, al piano di sopra, da solo. Sono più o meno le nove. Ho una penna e il mio blocknotes...Non so da dove cominciare. Non so neanche se ci riuscirò, ma devo provarci. Peggio di così, tanto, non può andare. Fuori piove ed è buio. Si sentono le onde, in lontananza, che si schiantano sulla spiaggia come tante piccole esplosioni. Okay. Sono appena stato al piano di sotto a prepararmi una cioccolata calda. Mi sono detto Senti, amico, rilassati e scrivi qualcosa. Devo solo cominciare dall'inizio, prendermela comoda, stare tranquillo...Paranoid Park. E' questo il punto di partenza.

Alex abita a Portland. I suoi genitori stanno divorziando. E' un ragazzino qualsiasi che va a scuola ed esce con gli amici. Non gliene frega di nulla se non del suo skateboard. Non gli interessano neanche più di tanto le ragazze. Un giorno il suo amico Jared gli propone di andare ad esercitarsi al Paranoid Park, luogo frequentato dagli skaters più esperti, ma anche da sbandati e punkabestia. A detta di tutti quello è un posto pericoloso, dove è meglio non andare da soli. Quando l'amico gli molla un bidone, Alex decide di andarci lo stesso, perché è sabato e si sta annoiando. Qui conosce un ragazzo di strada che lo convince a salire su un treno merci in corsa. Alex, per vincere la noia e probabilmente la solitudine, accetta senza pensare alle possibili conseguenze che un gesto del genere potrebbe avere sulla sua vita. E' una bravata innocente, una ragazzata. Una guardia però li becca mentre sono sul treno e cerca di farli scendere: Alex colpisce l'uomo con il suo skateboard per difendersi da colpi di manganello, poi la guardia resta impigliata al treno. Succede tutto molto in fretta, il treno riparte e il corpo dell'uomo viene dilaniato. Da quel momento in poi la sua vita non sarà più la stessa. Il romanzo di Blake Nelson ripercorre in forma epistolare  tutti i momenti successivi a quella disgrazia, i dubbi e le angoscie di un ragazzino fino ad allora normale che si è trovato per una tragica fatalità nel posto sbagliato al momento sbagliato. In bilico tra il desiderio di fare la cosa giusta, confessando tutto alla polizia, e il terrore di rovinare per sempre la sua vita e quella delle persone intorno a lui, assistiamo impotenti al crollo psicologico di Alex. La sua discesa verso un inferno personale fatto di ansie, paranoie e domande che non trovano mai la risposta giusta è lenta ed inesorabile, tuttavia la sua vita prosegue come se nulla fosse tra la scuola, gli amici, le ragazze e i problemi famigliari. Solo Macy, una ragazza che ha una cotta per lui, si accorge che qualcosa non va in lui e prova a farlo uscire dal guscio di menzogne nel quale si è rinchiuso. Alla fine del romanzo scopriamo che le lettere che scrive Alex sono indirizzate proprio a lei, ma ormai è troppo tardi...forse il peso del suo segreto è diventato insopportabile, forse Alex ha deciso di compiere un gesto estremo, non lo sapremo mai perché l'autore lascia tutto in sospeso.

Okay, Macy. Si è fatto tardi, mi fermo qui. Grazie per avermi tenuto compagnia . Grazie per tante cose. Vado a cercare dei fiammiferi...

Nel complesso, un buon romanzo di formazione, forse un pò angosciante, da cui Gus Van Sant ha tratto l'omonimo film premiato a Cannes nel 2007.


Paranoid Park (2007), di Gus Van Sant, con Gabe Nevins, Daniel Liu, Jake Miller, Taylor Momsen, Lauren Mc Kinney, Olivier Garnier, Scott Patrick Green, John Michael Burrowes, Grace Carter, Jay 'Smay' Williamson, Christopher Doyle, Dillon Hines, Emma Nevins, Brad Peterson, Winfield Jackson, Joe Schweitzer.

Il Trailer

http://www.youtube.com/watch?v=rW-ijK8kGBo

Rispetto al romanzo di Blake Nelson il ritmo del film è molto più lento, com'è nello stile solito di Gus Van Sant. Lo spettatore inizia a capire qualcosa della storia solo dopo 30 minuti di visione, quando Alex sente in tv la notizia della morte della guardia: prima di quel momento, scorrono sullo schermo immagini piuttosto monotone di ragazzi che vanno sullo skateboard, chiaccherano tra loro, stanno a scuola, fanno baldoria. Niente nell'atteggiamento di Alex lascia immaginare che il ragazzo custodisca un terribile segreto di cui nessuno è a conoscenza. Alex non si tradisce neanche quando un poliziotto arriva nella scuola per interrogare i ragazzini che almeno una volta sono stati al Paranoid Park; nulla trapela dell'angoscia che si porta dentro, solo quando il detective mostra loro la foto del corpo della guardia comincia a rivivere l'evento traumatico che fino ad allora aveva cercato di dimenticare. Lo vediamo dapprima intenzionato ad avvisare la polizia, poi scappare assillato dai dubbi, infine gettare nel fiume la sua tavola, proprio come se fosse un'arma del delitto. Gus Van Sant è un regista che amo fin dai tempi di Belli e Dannati, ma rispetto a quella meraviglia del '91 o ad altri capolavori della sua filmografia, questo adattamento è forse un pò meno felice. Bella la lunga scena della doccia con quel rumore che diventa sempre più assordante mano a mano che Alex si abbandona alla disperazione. Nel cast c'è anche Taylor Momsen,  diventata famosa con la serie tv Gossip Girl: qui interpreta Jennifer, la ragazza di Alex, che praticamente lo  stupra (non avevo mai visto un adolescente meno voglioso di scopare) e poi corre a raccontare tutto alle amiche. Quando alla fine lui la molla sulle note della musica composta da Nino Rota per Amarcord di Fellini, confesso di aver provato un senso di sollievo, perché diciamocelo, era proprio una piattola. Paranoid Park forse mi è piaciuto un pò meno di altri film di Gus Van Sant, ma ci sono tutti quegli elementi che mi fanno amare il suo cinema.

2 commenti:

  1. il film mi era piaciuto molto, però da quel che dici il romanzo potrebbe essere anche meglio. me lo recupererò..

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  2. sì, il romanzo è molto bello, scava a fondo nella psicologia del personaggio...nel film, meno

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