martedì 1 giugno 2010

CineLibri: Twilight, di Stephenie Meyer


L'Incipit
Non avevo mai pensato seriamente alla mia morte, nonostante nei mesi precedenti ne avessi avuta più di un'occasione, ma di sicuro non l'avrei immaginata così. Con il fiato sospeso, fissavo gli occhi scuri del cacciatore, dall'altra parte della stanza stretta e lunga, e lui ricambiava con uno sguardo garbato. Era senz'altro una bella maniera di morire, sacrificarmi per un'altra persona, qualcuno che amavo. Una maniera nobile, anche. Conterà pur qualcosa. Sapevo che se non fossi mai andata a Forks non mi sarei trovata di fronte alla morte. Per quanto fossi terrorizzata, però, non riuscivo a pentirmi di quella scelta. Se la vita ti offre un sogno che supera qualsiasi tua aspettativa, non è giusto lamentarsi perché alla fine si conclude. Il cacciatore fece un sorriso amichevole e si avvicinò con passo lento e sfrontato, pronto a uccidermi.

Mi ricollego al post precedente e ne approffitto per postare l'incipit di Twilight. Per moltissimo tempo non ne ho voluto sapere un accidente di leggere questa saga, visto che sinceramente non sentivo proprio l'esigenza di leggere l'ennesima rielaborazione del mito del vampiro, anzi alla sola vista dei libri della Meyer fuggivo inorridita dalla libreria pensando a come Bram Stocker si stesse rivoltando nella tomba. Poi, l'estate scorsa, complice il caldo, le ferie, l'insistenza di una mia amica, mi sono decisa e ho letto il primo romanzo. Ancora non me ne capacito, ma mi è piaciuto. Inspiegabilmente, sono rimasta catturata dalla storia inventata (?) da questa casalinga mormona americana e dai suoi personaggi adolescenti ed è come se anche io all'improvviso fossi tornata indietro all'età di 17 anni; ça va sans dire, subito dopo mi sono letta anche gli altri tre romanzi, ma di tutta la saga, il primo è sicuramente il migliore e più ispirato. C'è la giusta dose di suspence che porta il lettore a chiedersi what next (un vecchio trucco che però funziona sempre) e quel pizzico di romanticismo che non guasta. C'è l'eros e c'è il thanatos e credo che il segreto del clamoroso successo della Meyer dipenda proprio da questo binomio. Per apprezzarlo bisogna essere molto, ma molto aperti di mentalità e soprattutto non aver mai letto il Dracula di Stocker.

Il Film


Twilight (2008), di Catherine Hardwicke, con Kristen Stewart, Robert Pattinson, Taylor Lautner, Billy Burke, Peter Facinelli, Elizabeth Reaser, Nikki Reed, Ashley Greene, Jackson Rathbone, Kellan Lutz, Cam Gigandet, Edi Gathegi, Rachelle Lefevre, Anna Kendrick, Jose Zuniga, Michael Welch, Sarah Clarke, Ned Bellamy, Justin Chon, Christian Serratos, Gil Birmingham, Gregory Tyree Boyce.



Dopo aver letto l'intera saga ovviamente dovevo vedere anche il film tratto dal primo romanzo , che avevo precedentemente snobbato al cinema; la prima cosa che ho pensato vedendolo è che fosse diretto da un principiante. Poi ho scoperto che la regista era la Hardwick (quella di Thirteen, film che all'epoca mi piacque), che con il genere fantasy evidentemente non ha molta dimestichezza. E' girato male, non c'è molto da dire. Gli effetti speciali e i combattimenti sono ridicoli; i dialoghi lasciano molto a desiderare; i punti di forza sono la colonna sonora, la fotografia e il cast composto dai giovanissimi attori Kristen Stewart e Robert Pattinson, già visti rispettivamente in Panic Room e Harry Potter. Nel film ha anche una particina Anna Kendrick che poi si distinguerà accanto a George Clooney in Up in the air. Tutti gli altri attori fanno da contorno e probabilmente finiranno nel dimenticatoio non appena questa clamorosa operazione di marketing sarà terminata.

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