giovedì 3 giugno 2010

Letto e commentato: Un cantico per Leibowitz, di Walter M. Miller

L'Incipit
Frate Francis Gerard dello Utah non avrebbe mai scoperto, probabilmente, i documenti benedetti, se non fosse stato per il pellegrino dai lombi cinti che apparve al giovane novizio durante il digiuno quaresimale nel deserto. Mai, prima di allora, frate Francis aveva visto un pellegrino dai lombi cinti, ma quella fu proprio una prova di buonafede che lo convinse non appena si fu ripreso dall'agghiacciante effetto dell'apparizione del pellegrino all'orizzonte, come una tremolante iota nera nel riverbero scintillante del calore. Privo di gambe e con un capo minuscolo, la iota si materializzò dalla lucentezza di specchio della strada dissestata e sembrò avvicinarsi vibrando più che camminando, inducendo frate Francis ad afferrare stretto il crocifisso del suo rosario e a mormorare un paio di Ave Maria.

Cosa ne penso
Mentre lo leggevo mi chiedevo se sarei mai riuscita finirlo...me l'ha prestato mia zia (che è fissata con la fantascienza almeno quanto me) decantandomelo come un capolavoro assoluto del genere. La trama non è molto originale (pur tenendo conto del fatto che è stato scritto nel 1960), ma è sempre attuale. Il romanzo nel complesso non è privo di idee interessanti: un olocausto post-nucleare ha spazzato via l'umanità e fatto regredire i pochi superstiti all'era medioevale; alcuni monaci ammanuensi si fanno carico di preservare il sapere per le genarazioni future ricopiando quei pochi documenti delle epoche passate che sono sopravvissute al disastro. Grazie a questi scritti frammentari (chiamati Memorabilia) l'umanità potrà ricominciare il suo lento cammino verso il progresso, ma la conclusione è amara perché alla fine verrà commesso lo stesso errore e una nuova guerra nucleare distruggerà il pianeta. Le prime 20 pagine sono pesantissime e scoraggianti, poi per fortuna lo stile migliora e la lettura diventa più scorrevole. Trattando di un argomento ostico come la religione, in eterno conflitto con la scienza, molte frasi sono in latino e questo di per sè porterebbe ad accantonare il romanzo, ma con un pò d'impegno ce la si fa. Adesso però mi dedico a una lettura più rilassante...

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