giovedì 10 giugno 2010

Letto e commentato: Legionario. La mia vita nella Legione Straniera, di Tony Sloane


L'Incipit
Il suono di migliaia di voci fu come una piccola deflagrazione scoppiata alla bocca dello stomaco. Cantavano una traduzione francese di un canto di marcia delle Waffen-SS, un canto che parlava di guerra e di morte, di onore e di fedeltà, e dello stile di vita del secondo reggimento di paracadutisti (secondo REP). Ero lì, in un mare di culture. Poco più che un ragazzo, cantavo a squarciagola, sforzandomi di competere con le voci aspre e agghiaccianti di uomini che sarebbero andati a morire con la stessa allegra indifferenza con cui ti avrebbero picchiato a morte. Forse non ero all'altezza.


Cosa ne penso
Ormai chi mi segue da un pò avrà capito che quando scelgo un libro non lo faccio certo per la copertina, o per la trama raccontata sommariamente in quarta. Non lo scelgo per i giudizi più o meno favorevoli di questo o quel critico, né tantomeno per le recensioni lette sul quotidiano che al momento mi capita sotto il naso. Lo scelgo perché entrando in libreria o in biblioteca, come una rabdomante, giro senza meta precisa finché la mia "bacchetta" immaginaria non mi avvisa che ho trovato quel che stavo cercando. Afferro il libro "prescelto", lo apro e leggo, indovinate che cosa? L'incipit. Ora, mai e poi mai mi sarebbe venuto in mente di acquistare un romanzo autobiografico di un ex legionario, ma tant'è: mi sono ritrovata alla cassa della Libreria Giunti con questo libro edito da Piemme nel 2008. Il titolo originale è The Naked Soldier ed è stato pubblicato per la prima volta nel 2004. Le prime 10 righe mi sono sembrate di una potenza straordinaria, e così, meravigliata che un ex-soldato potesse imbastire un'inizio così allettante, l'ho preso. Nei prossimi giorni scoprirò se ho speso bene i miei euri...
A distanza di qualche giorno posso dire di averli spesi bene.
Il racconto inizia nel 1989: Tony Sloane ha 18 anni, un'infanzia complicata alle spalle, non ha progetti per il futuro ma in compenso ha un grande desiderio di avventura. Lascia l'Inghilterra, viaggia in autostop e solo per puro caso decide di arruolarsi nella Legione Straniera. La selezione è durissima, l'addestramento anche peggio. Per cinque anni i legionari si lasciano alle spalle passato, famiglia, patria per entrare nell'esercito che diventerà tutto per loro. Senza documenti e soldi, hanno due sole possibilità: disertare o resistere fino alla fine. Tony Sloane è uno di quelli che ce la farà, ma pagando un prezzo altissimo. In un certo senso questo potrebbe essere definito un romanzo di formazione in quanto l'autore racconta vicende vissute in prima persona o alle quali ha assistito ed è molto attento nel registrare i cambiamenti intercorsi nella sua personalità nei cinque anni di permanenza: da ragazzo ingenuo e in un certo senso sprovveduto ad aggressiva e violenta macchina da guerra, ma non del tutto privo di umanità, spesso disgustato per le atrocità della guerra e per i suoi stessi comportamenti.
Alcuni luoghi comuni sulla Legione Straniera vengono confermati, come ad esempio il fatto che la legione accetti senza fare troppe domande chi ha commesso dei crimini, o il fatto che i soldati andando con le prostitute contraggono malattie veneree o si dedichino ad uno smodato consumo d'alcol. Ma vi è anche una descrizione accurata della struttura gerarchica della Legione, del tipo di addestramento cui viene sottoposto, delle armi usate, delle strategie di combattimento, delle missioni e perfino delle punizioni inflitte a chi infrange il rigorosissimo codice d'onore. In apparenza potrebbe sembrare una storia noiosa, in realtà è molto avvincente, anche se in alcune parti è davvero brutale. Nel complesso è un'opera molto interessante.


Perle di saggezza
La vita costa poco, a costare cara è la morte.

L'esperienza mi aveva indurito. Perché prendersela? Capita a tutti. Accetta la realtà e non soffrirai troppo.

I morti non si lamentano, sono i vivi a farlo. I morti non danno in escandescenze e non imprecano, non se la prendono con il mondo.

Tutti noi siamo il risultato dell'ambiente che ci circonda e il modo in cui siamo stati trattati si rivela in quello con cui trattiamo gli altri.

Chi non riesce a realizzare quello che si era proposto, spesso finisce per parlarne in termini sprezzanti, tentando così di nascondere e giustificare il proprio insuccesso.

Rispetto e disciplina sono due cose divers: puoi fare quello che ti viene detto senza dover rispettare la persona cui ubbidisci.

E' sorprendente come una cosa da nulla ripetuta spesso possa fare la differenza.

Non volevo invecchiare ed essere costretto a chiedermi: che cosa sarebbe accaduto se avessi fatto questo o quello? Che cosa sarebbe accaduto se avessi colto quell'occasione? Non avrei potuto concretizzare tutti i che cosa? ma avrei almeno cercato di ridurli al minimo.

Sentivo che la vita doveva essere vissuta e gustata appieno e che il mondo era lì per consentirmelo.

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