giovedì 10 giugno 2010

Letto e commentato: La rabbia e l'orgoglio, di Oriana Fallaci


L'Incipit
Io avevo scelto il silenzio. Avevo scelto l'esilio. Perché in America, è giunta l'ora di gridarlo chiaro e tondo, io ci sto come un fuoriuscito. Ci vivo nell'auto-esilio politico che contemporaneamente a mio padre mi imposi molti anni fa. Ossia quando entrambi ci accorgemmo che vivere gomito a gomito con un'Italia i cui ideali giacevano nella spazzatura era diventato troppo difficile, troppo doloroso, e delusi offesi feriti tagliavamo i ponti con la gran maggioranza dei nostri connazionali.

Cosa ne penso
Questo è uno di quei libri che fanno tremare... uno di quei libri che prendo e poi lascio decantare sul comodino per mesi, se non addirittura anni, come in questo caso. Mi crea un senso d'ansia leggere di politica, soprattutto quando si affronta un argomento delicato come quello dello scontro di civiltà, fondamentalmente perché dopo sei costretto a prendere una posizione, che è sostanzialmente quello che la Fallaci avrebbe voluto con La rabbia e l'orgoglio. A suo tempo lessi l'articolo e poi presi il libro, ma fino ad oggi non mi ero decisa a leggere per intero questo pamphlet (anzi "predica") appassionato. Poi la Fallaci è morta di tumore, il tempo è passato, la polvere si è accumulata sulla copertina, nuove letture più allettanti hanno distolto la mia attenzione e sono passati quasi 9 anni da allora. Semplicemente era giunto il momento. Che dire, era un grande "scrittore", come amava definirsi, perché la Fallaci non pensava a se stessa come ad una donna, ma come ad uno scrittore, un essere senza identità di genere, senza sesso, dedito unicamente alla scrittura e al giornalismo. Chissà cosa avrebbe scritto degli ultimi recenti avvenimenti...e se l'Italia del 2001 non era la "sua" Italia, quella di oggi lo sarebbe ancor meno.


Perle di saggezza
Su Berlusconi.
Nella politica è sbucato allo stesso modo in cui certe piante sbucano nell'orto o nel giardino, sicché le guardi confuso e ti chiedi: Che roba è? Un ravanello? Un'ortica? Da allora La osservo con curiosità e perplessità, senza poter decidere se Lei è un ravanello o un'ortica, tuttavia pensando che se è un ravanello non è un gran ravanello e se è un'ortica non è una grande ortica.


Lei ride sempre. Perfino quando non esiste alcun motivo per ridere, Lei ride come se sapesse che il suo successo in politica è una stravagante e immeritata casualità, uno scherzo della storia, una bizzarra avventura della sua fortunatissima vita.


Mi sembra anche buffo. E un capo di governo non può permettersi d'essere buffo. Se lo è, ridicolizza il Paese


E poi non mi piace la mancanza di serietà che dimostra col suo vezzo di raccontar barzellette. Io odio le barzellette, oddio quanto odio le barzellette, e ritengo che un leader anzi un capo di governo non debba raccontare le barzellette cioé fare politica con le barzellette.

Il Passato mi incuriosisce più del Futuro e non mi stancherò mai di sostenere che il Futuro è un'ipotesi, una congettura, una supposizione, cioé una non realtà. Tutt'al più, una speranza alla quale tentiamo di dar corpo coi sogni e le fantasie. Il Passato invece è una certezza, una concretezza, una realtà stabilita. Una scuola dalla quale non si prescinde perché, se non si conosce il Passato, non si capisce il Presente e non si può tentar di influenzare il Futuro coi sogni e le fantasie.

Chi non ha paura della guerra è un cretino e chi vuol far credere di non avere paura alla guerra è insieme un cretino e un bugiardo. Ma nella Vita e nella Storia vi sono casi in cui non è lecito aver paura. Casi in cui aver paura è immorale e incivile. E quelli che per debolezza o mancanza di coraggio o abitudine a tenere il piede in due staffe si sottraggono a questa tragedia a me sembrano, oltre che codardi, sciocchi e masochisti.

Sui politici italiani
Si odiano anche all'interno dei partiti, in Italia. Non riescono a stare insieme nemmeno quando hanno lo stesso emblema, lo stesso distintivo. Gelosi, biliosi, vanitosi, piccini, non pensano che ai propri interessi personali. Non si preoccupano che per la propria carrieruccia, la propria gloriuccia, la propria popolarità di periferia e da periferia. Pei propri interessi personali si fanno i dispetti, si tradiscono. Si accusano, si sputtanano...

No, nessuno è mai riuscito a farmi scrivere una riga per soldi. Tutto ciò che ho scritto nella mia vita non ha mai avuto niente a che fare con i soldi. Mi sono sempre conto che a scrivere si influenzano i pensieri e le azioni di chi legge più di quanto si influenzino con le bombe o con le baionette, e la responsabilità che deriva da tale consapevolezza non può essere esercitata pensando ai soldi o in cambio di soldi.

Nel mio tipo di vita non c'è posto per i messaggeri di pochezza o di frivolezza, e per tenermene lontana seguo il consiglio del mio illustre concittadino. Il superesiliato Dante Alighieri. Non ti curar di oro ma guarda e passa. Anzi vado oltre: passando non li guardo nemmeno.

Sul mestiere di scrivere:
Non scrivo mai alla svelta, cioé di getto. Sono uno scrittore lento, uno scrittore cauto. Sono anche uno scrittore incontentabile. Non assomiglio davvero a quelli che si compiacciono sempre del loro prodotto, manco urinassero ambrosia. In più ho molte manie. Tengo alla metrica, al ritmo della frase, alla cadenza della pagina, al suono delle parole. E guai alle assonanze, alle rime, alle ripetizioni non volute. La forma mi preme quanto la sostanza. Penso che la forma un recipiente dentro il quale la sostanza si adagia come un vino dentro un bicchiere, e gestire questa simbiosi a volte mi blocca.



Vi sono momenti nella vita in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo, un dovere civile, una sfida morale, un imperativo categorico al quale non ci si può sottrarre.

L'Autrice
Oriana Fallaci (1929-2006)

Le sue opere:I sette peccati di Hollywood, 1958
Il sesso inutile, 1961
Penelope alla guerra, 1962
Gli antipatici, 1963
Se il sole muore, 1965
Niente e così sia, 1969
Quel giorno sulla luna, 1970
Intervista con la storia, 1974.
Lettera a un bambino mai nato, 1975.
Un uomo, 1979.
Insciallah, 1990.
La rabbia e l'orgoglio, 2001.
La forza della ragione, 2004.
Oriana Fallaci intervista Oriana Fallaci, 2004
Oriana Fallaci intervista se stessa - L'Apocalisse, 2005.
Un cappello pieno di ciliege, 2008 (romanzo postumo)

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