sabato 5 giugno 2010

Letto e commentato: Il piccolo principe, di Antoine de Saint-Exupéry



Un tempo lontano, quando avevo sei anni, in un libro sulle foreste primordiali, intitolato Storie vissute della natura, vidi un magnifico disegno. Rappresentava un serpente boa nell'atto di inghiottire un animale.

Eccovi la copia del disegno. C'era scritto: i boa ingoiano la loro preda tutta intera, senza masticarla. Dopo di che non riescono più a muoversi e dormono duranti i sei mesi che la digestione richiede. Meditai a lungo sulle avventure della giungla. E a mia volta riuscii a tracciare il mio primo disegno. Il mio disegno numero uno. Era così: Mostrai il mio capolavoro alle persone grandi, domandando se il disegno li spaventava. Ma mi risposero: Spaventare? Perché mai, uno dovrebbe essere spaventato da un cappello? Il mio disegno non era il disegno di un cappello. Era il disegno di un boa che digeriva un elefante. Affinché vedessero chiaramente che cos'era, disegnai l'interno del boa. Bisogna sempre spiegarle le cose, ai grandi.
La prima volta che ho letto Il Piccolo Principe avevo 10/11 anni e da allora, almeno una volta all'anno, sento l'esigenza di rileggere questa bellissima favola di Saint-Exuperéry che mi restituisce quella dolcezza e quella poesia che mancano nella vita odierna. A lungo considerato un libro per bambini, e lo è di sicuro, dovrebbero leggerlo soprattutto gli adulti.

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