sabato 15 maggio 2010

Metropolis (1927) di Fritz Lang

Trailer Metropolis (1927), di Fritz Lang, con Alfred Abel (Joh Fredersen), Gustav Fröhlich (Freder Fredersen), Brigitte Helm (Maria), Rudolf Klein-Rogge (Rotwang, l'inventore), Fritz Rasp (lo Smilzo), Theodor Loos (Josaphat9, Erwin Biswanger (Georgy n. 11811)

http://www.youtube.com/watch?v=Y5keBI_wk4g


Metropolis è uno dei primi film di fantascienza della storia del cinema; è in bianco e nero e per giunta è muto. Di solito ho difficoltà a guardare i film muti perché mi disturbano le didascalie, ma per capolavori del genere riesco a fare delle eccezioni. La scenografia e gli effetti speciali fanno sorridere se paragonati a quelli di oggi, ma la storia è talmente moderna da far dimenticare che si tratta di un film del '27. Metropolis è la metropoli per eccellenza, dove l'uomo viene ridotto a un numero, dove il verde è praticamente assente, dove molti lavorano per il benessere di pochi. Il protagonista del film, Freder, è il figlio del padrone della città, che all'improvviso abbandona la sua esistenza agiata fatta di giochi e privilegi per inseguire nei bassifondi della città la donna di cui si è innamorato. Scopre le condizioni disumane in cui sono costretti a vivere gli operai e si ribella all'autorità del padre. Angosciante a dir poco è la scena in cui gli operai si danno il cambio turno e quella in cui i giovanotti aristocratici compagni di Freder gareggiano in una corsa, scena che sembra presa da un documentario sulla gioventù hitleriana e che rende ancora più evidente il divario tra le due classi sociali. I movimenti degli operai durante lo svolgimento delle loro mansioni sembrano concepiti come un balletto, cosa che rende la loro condizione ancora più alienante, la musica è frastornante e accompagna i momenti più drammatici del film, come la presa della città da parte degli operai fomentati dall'automa Hel che ha assunto le sembianze della dolce e fragile Maria. Lang mescola socialismo a tematiche religiose (svariati i riferimenti a Moloch e alla torre di Babele e la stessa protagonista femminile si chiama Maria) ed infatti il messaggio è di pace e di amore e il film termina con un happy ending. Come in tutti i film muti, gli occhi degli attori sono incredibilmente espressivi (non potrebbe essere altrimenti in mancanza di altri supporti), ma la recitazione è molto affettata, esagerata, quasi teatrale. Di sotto qualche scena del film.

2 commenti:

  1. capolavoro di Lang!
    film stupendo

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  2. ogni tanto fa bene vedere questi vecchi film, soprattutto quando fuori piove...l'ho trovato anch'io stupendo..ciao

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