mercoledì 26 maggio 2010

CineLibri: La solitudine dei numeri primi, di Paolo Giordano

L'Incipit
Alice Della Rocca odiava la scuola di sci. Odiava la sveglia alle sette e mezzo del mattino anche nelle vacanze di Natale e suo padre che a colazione la fissava e sotto il tavolo faceva ballare la gamba nervosamente, come a dire su, sbrigati. Odiava la calzamaglia di lana che la pungeva sulle cosce, le moffole che non le lasciavano muovere le dita, il casco che le schiacciava le guance e puntava con il ferro sulla mandibola e poi quegli scarponi, sempre troppo stretti, che la facevano camminare come un gorilla. Allora, lo bevi o no questo latte? la incalzò di nuovo suo padre. Alice ingurgitò tre dita di latte bollente, che le bruciò prima la lingua, poi l'esofago e lo stomaco. Bene. E oggi fai vedere chi sei le disse. E chi sono? pensò lei. Poi la spinse fuori, mummificata nella tuta da sci verde, costellata di gagliardetti e delle scritte fluorescenti degli sponsor. A quell'ora faceva meno dieci gradi e il sole era solo un disco un pò più grigio della nebbia che avvolgeva tutto. Alice sentiva il latte turbinare nello stomaco, mentre sprofondava nella neve con gli sci in spalla, che gli sci bisogna portarseli da soli, finché non diventi talmente bravo che qualcuno li porta per te.

Questo romanzo me lo sono divorato in poche ore e per tutto il tempo non ho fatto altro che chiedermi se quei numeri primi gemelli, vicini ma non abbastanza per sfiorarsi davvero, che sono Alice e Mattia, alla fine ce l'avrebbero fatta. Mi ha lasciato addosso un profondo senso di solitudine e di tristezza e anche di rabbia per questi genitori scellerati che hanno rovinato la vita ai figli senza nemmeno rendersene conto. Il finale onestamente mi è sembrato un pò spiccio, poco concludente, ma è anche vero che è passato un pò di tempo da quando l'ho letto. Da questo romanzo è stato tratto l'omonimo film di Saverio Costanzo, con Alba Rohrwacher.

Perle di saggezza
Ormai lo aveva imparato. Le scelte si fanno in pochi secondi e si scontano per il tempo restante.


A ripensarci adesso si sentiva stupido, come ci si sente stupidi a pensare a tutto il tempo che sprechiamo a desiderare di essere altrove.

2 commenti:

  1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  2. l'unica cosa bella di questo romanzo è il titolo, a mio parere.

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