lunedì 3 maggio 2010

CineLibri: Amore fatale, di Ian McEwan


L'Incipit
L'inizio è facile da individuare. Eravamo al sole, vicino a un cerro che ci proteggeva in parte da forti raffiche di vento. Io stavo inginocchiato sull'erba con un cavatappi in mano, e Clarissa mi porgeva la bottiglia - un Daumas Gassac del 1987. L'istante fu quello, quella la bandierina sulla mappa del tempo: tesi la mano e, nel momento in cui il collo freddo e la stagnola nera mi sfioravano la pelle, udimmo le grida di un uomo. Ci voltammo a guardare dall'altra parte del prato, e intuimmo il pericolo. L'attimo dopo, correvo in quella direzione. Si trattò di un rivolgimento assoluto: non ricordo di aver lasciato cadere il cavatappi, né di essermi alzato, di aver preso una decisione, né di aver sentito la raccomandazione che Clarissa mi rivolse. Che idiozia, lanciarmi dentro questa storia e i suoi labirinti, allontanandomi di volata dalla nostra felicità, tra l'erba tenera di primavera accanto al cerro. Un altro grido e l'urlo del bambino, affievolito dal vento che spazzava le chiome alte degli alberi lungo le siepi. Accelerai la mia corsa. A quel punto, improvvisamente, da angolazioni diverse del prato, altri quattro uomini stavano convergendo sul luogo dell'incidente, correndo come me.

Il Film
Enduring Love (2004) di Roger Michell, con Daniel Craig, Samantha Morton, Rhys Ifans, Bill Nighy.

http://www.youtube.com/watch?v=vjS6zwUx1hA

I temi centrali di questo bel film di Roger Michell sono il senso di colpa e l'ossessione di cui sono vittime i due protagonisti maschili: dopo aver inutilmente tentato di impedire un assurdo incidente in mongolfiera, avvenuto in una tranquilla giornata qualsiasi in una qualsiasi campagna inglese, i personaggi interpretati da Ifans e Craig non riescono più a tornare alla normalità. Rhys Ifans una volta tanto non ha il ruolo di simpatico cazzone al quale mi ero affezionata in Notting Hill (era l'amico schizzato di Hugh Grant), ma riesce a dipingere la follia più vera dietro un volto apparentemente innocuo e non a caso il film si conclude con una scena in cui lo vediamo rinchiuso in manicomio; Daniel Craig non aveva ancora indossato lo smoking di James Bond ed è abbastanza credibile nel ruolo di professore, Samantha Morton è sempre ottima nei ruoli drammatici e Bill Nighy ha un ruolo minore ma è sempre un grande. Un film interessante tratto da un romanzo di Ian McEwan.

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