mercoledì 21 aprile 2010

Riepilogo cinematografico



I Love Radio Rock (2009), di Richard Curtis, con Philip Seymour Hoffman, Bill Nighy, Rhys Ifans, Nick Frost, Kenneth Branagh, Tom Sturridge, Chris O'Dowd, Rhys Darby, Katherine Parkinson, Talulah Riley, Tom Wisdom, Ralph Brown, Tom Brooke, Sinead Matthews, Jack Davenport, Emma Thompson, Gemma Arterton, January Jones

Deliziosa commedia inglese che racconta l'educazione sentimentale di un ragazzo durante gli anni '60 all'epoca delle prime radio pirata. Carl, il protagonista, interpretato da Tom Sturridge (altra giovane promessa del cinema inglese e, per la cronaca, best friend di Robert Pattinson) ad un certo punto viene spedito dalla madre stralunata (Emma Thomson) su una nave trasformata in radio pirata nella quale scoprirà chi è il suo vero padre e perderà la verginità. Ma il film, al di là delle gag e degli intrecci sentimentali, racconta soprattutto un periodo storico indimenticabile dal punto di vista musicale ed infatti la colonna sonora è molto accurata. Strepitose le interpretazioni dei tre grandi Philip Seymour Hoffman, Bill Nighy e Rhys Ifans ed anche Branagh non è male nel ruolo di cattivissimo ministro deciso a far chiudere le radio pirata ad ogni costo, è talmente cattivo che anche nell'aspetto fa pensare ad Hitler...Il film è davvero divertentissimo e pieno di scene esilaranti e non si può fare a meno di tifare per loro...alla fine il barcone affonda come il Titanic, ma si salvano tutti grazie all'affetto degli ascoltatori che arrivano in soccorso dei dj. Per chi ama il rock e la musica in generale.



Alexander (2004), di Oliver Stone, con Colin Farrell, Angelina Jolie, Val Kilmer, Rosario Dawson, Jared Leto, Anthony Hopkins, Raz Degan, Jonathan Rhys-Meyers, Rory McCann, Gary Stretch, Ian Beattie, Neil Jackson, Christopher Plummer, John Kavanagh.

Questo film è un pò vecchiotto, ma visto che ieri lo hanno dato in tv e l'alternativa era quell'abominevole cacchiata che è La Pupa e il secchione, me lo sono rivisto. Alessandro Magno esercita sempre un grande fascino ed è un vero peccato che Oliver Stone ne abbia fatto un finocchio ossigenato e piagnucoloso; il povero Colin Farrell ce l'ha messa tutta per restituire il mito alle grandi masse, ma il risultato è stato a mio avviso infelice, fallimentare come quando Brad Pitt ha fatto Achille in Troy. Rimane un bel film epico, forse un pò troppo lungo, con un bel cast, meritevole di aver raccontato bene il desiderio di conquista e di conoscenza del condottiero; alcune scene un pò allucinate potevano essere evitate, tipo quella del ferimento di Alessandro nella foresta indiana o le varie allusioni alle sue inclinazioni sessuali (che bisogno c'era visto che in Grecia l'omossessualità era una pratica normale e assolutamente nobilitata?). Gli dò 6 per via dei tre ormoni vaganti che sono appunto nell'ordine Colin Farrell (nonostante abbiano esagerato con i volumi sui suoi poveri capelli), Jared Leto e Jonathan Rhys Meyers; per i maschietti ci sono anche la Jolie ancora una volta nella parte della madre afflitta e la Dawson. Da notare che c'è pure Raz Degan nei panni di Dario (che più che il re dell'Impero persiano sembra uno stewart su un aereo in procinto di decollare) e l'attore feticcio di Stone Val Kilmer.



Mare nero (2005), di Roberta Torre, con Luigi Lo Cascio, Anna Mouglalis, Andrea Osvart.

http://www.youtube.com/watch?v=S6qz1wIp5Oc

Noir forse un pò lento, ma abbastanza interessante; l'aspetto visivo e cromatico è molto curato. Lo Cascio sembra un detective americano, tormentato e ossessionato quanto basta: incaricato di risolvere un caso di omicidio, si addentra nel mondo degli scambi di coppia e del sesso estremo frequentati dalla vittima, con inevitabili conseguenze sulla sua vita di coppia. Mano a mano che le indagini proseguono, comincia a confondere la realtà con l'immaginazione e ad ipotizzare che la sua compagna (interpretata dalla bellissima e sofisticata Anna Mouglalis) sia una squillo e non un agente immobiliare come vuol far credere. Anche se il caso viene risolto continua a frequentare gli ambienti malfamati della prostituzione e i club per scambisti, fino a non poterne fare più a meno. Lo stile della Torre in questo film fa venire in mente il Kubrick di Eyes wide shut e David Lynch: in pratica non sembra un film italiano. Non mi è ben chiaro se certe cose accadono davvero o sono solo nella testa del protagonista e soprattutto non ho capito esattamente che cosa significa la statua che viene mostrata a più riprese tra una scena e l'altra. Al cinema non sarei mai andata a vederlo, ma in dvd si può anche guardare, anche perchè non dura moltissimo.


Corriamo dietro ai morti e all'ora di pranzo ci viene fame.

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