domenica 18 aprile 2010

Letto e commentato: Con le peggiori intenzioni, di Alessandro Piperno

L'Incipit
Bepy sentì di non avere scampo diverse ore dopo aver incassato la diagnosi di tumore alla vescica, quando tra il novero sterminato d'interrogativi agghiaccianti scelse: potrò ancora scopare una donna o tutto finisce qui?

Sebbene tale dilemma possa apparire una patologica inversione delle priorità, per lui, nell'estremo frangente, risultò più spaventoso lo spettro della compromessa mascolinità che l'orrore del nulla: forse perché nel suo immaginario impotenza e morte coincidevano, anche se la seconda era preferibile alla prima, se non altro per il conforto dell'assenza eterna...O forse il salto nel buio che aveva condotto quest'uomo di successo alla bancarotta finanziaria era stato troppo fulmineo per non scalfirgli l'integrità emotiva. Ma perché impedire al funambolo del sesso adulterino - fautore della deportazione dei finocchi di mezzo mondo in un'isola "tutta per loro"- di professarsi fino in fondo se stesso?

Il suo cazzo stagionato e ipercombattivo era pronto, per l'ultima volta, a splendere del bagliore di un'antica fiamma: Giorgia Di Porto, modista, nonché amante semiclandestina in tempi di vacche grasse, stava per lacerare il buio degli ultimi anni di Bepy Sonnino. Tra loro era andato tutto in malora il giorno in cui Ada, stralunata moglie di Bepy dalla pelle color confetto, aveva scoperto la diciasettenne modista - sbarazzina e altezzosa come la Catherine Spaak del Sorpasso - urinare sui baffi del consorte, e questi bere l'ammoniaca dorata con l'ingordigia d'un poppante. Tutto il resto è climax inevitabile: il grido raccapricciato di Ada, l'imposizione di licenziamento della puttanella e l'indennizzante acquisto d'un collier di coralli da Buccellati che aveva, di fatto, celebrato la fine di quella dissoluta relazione.


Perle di saggezza
Nulla ha valore senza attesa. L'attesa è Dio. Non esiste altro Dio al di là dell'attesa. L'attesa spiega tutto: perché andiamo avanti. Perché non anneghiamo. Perché ci lasciamo sedurre da ciò che di per sé non è seducente.




Non c'è niente di più terribile che lambire la fortuna, sfiorarla con le dita in un modo vertiginoso, per vedersela svaporare di fronte agli occhi.


Chiunque abbia una pur minima pratica della vita sa che per fare felice il prossimo non c'è ricetta migliore della menzogna.

E' opinione risaputa che i belli non sappiano godere fino in fondo la vita. Come se il privilegio sviluppasse una specie di pigrizia immaginativa. O come se un'ipervalutazione del proprio aspetto esteriore, a scapito di ogni altra qualità individuale, impedisse allo sguardo la vista delle bellezze segrete del reale.

La gente va giudicata per quello che ha saputo costruire, non per quel che dice.

1 commento:

  1. La storia della famiglia Sonnino a cavallo tra gli anni '60 e '80, in una Roma bene, quella dei Parioli per intenderci, dove impera l'edonismo e il consumismo più sfrenato, tra tragedie e momenti assolutamente ilari. Ne consiglio la lettura solo ai veri amanti della lingua italiana; per tutti gli altri sarebbe meglio procurarsi uno Zanichelli. Non leggetelo se proprio non sopportate i parvenu e i figli di papa...

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