mercoledì 24 marzo 2010

CineLibri: Rapporto di minoranza, di Philip K. Dick


L'Incipit
La prima cosa che Anderton pensò quando vide il giovane, fu: Sto diventando calvo. Calvo, grasso e vecchio. Ma non lo disse a voce alta, anzi, spinse indietro la sedia, si alzò in piedi, e gli andò risolutamente incontro aggirando la scrivania e tendendogli la destra. Sorridendo con affabilità forzata, strinse la mano al giovane.

Rapporto di minoranza fa parte di una raccolta di racconti dello scrittore di fantascienza Philip K. Dick pubblicata in Italia dalla casa editrice Fanucci nel 2002. Dello stesso anno è l'omonimo film di Steven Spielberg. Fanno parte della raccolta altri 5 brevi racconti intitolati Impostore, Modello Due, Ricordiamo per voi, La formica elettrica.

Protagonista della vicenda di Rapporto di minoranza è   John A. Anderton, Commissario della polizia Precrimine, che nel film di Spielberg è interpretato da Tom Cruise. In un futuro non meglio precisato grazie alle visioni di tre "precog", esseri dotati di facoltà paranormali, sarà possibile prevedere e impedire qualsiasi crimine di natura violenta.

Prima differenza tra il racconto e il film: nel racconto Anderton non è un giovanotto, ma un uomo ormai prossimo alla pensione, che viene descritto come calvo e grasso, immagine assai diversa da quella che ci restituisce Cruise sullo schermo. Accusato dai tre precog di voler uccidere un uomo che neanche conosce, Anderton decide di darsi alla fuga e, sfruttando le informazioni in suo possesso, vuole dimostrare di essere innocente.

Seconda differenza: nel racconto di Dick i tre Precog Donna, Jerry e Mike sono considerati "idioti" che hanno sviluppato capacità paranormali di prevedere il futuro, ma privi di qualsiasi altra capacità; nel film sono figli di tossicodipendenti, assolutamente in grado di ragionare autonomamente una volta staccati dalle macchine. Le loro previsioni non sono unanimi: dei tre, uno fornisce sempre una versione diversa dagli altri due, il cosiddetto rapporto di minoranza, che viene accantonata per preservare il sistema  della precrimine considerato infallibile . Esiste dunque un margine d'errore nelle previsioni sul futuro e la possibilità che molti, come Anderton, siano stati ingiustamente accusati. 

Terza differenza: quando Anderton viene accusato del crimine, nel romanzo è disposto a sacrificare sé stesso per il bene della Precrimine dichiarandosi colpevole, nel film invece fa di tutto per dimostrare che la Precrimine, di cui era estremo difensore, in realtà non è un sistema infallibile e che lui è vittima di un errore. Rimane l'idea di complotto: nel romanzo il complotto ai danni di Anderton è ordito da una cricca di ex militari desiderosi di riacquistare il potere dimostrando che la Polizia ha arrestato degli innocenti, nel film il complotto è organizzato dal fondatore della Precrimine che vuole nascondere una sua vicenda personale.
Il Film

Minority Report (2002), di Steven Spielberg, con Tom Cruise, Samantha Morton, Max von Sydow, Colin Farrell, Peter Stormare.

Spielberg è e sempre sarà uno dei migliori. Cruise è in stato di grazia (anche se io non lo amo particolarmente), Colin Farrell è sempre un bel vedere con quella faccia da avanzo di galera e da notare è la presenza di un attore svedese il cui vero nome è impronunciabile (Peter Stormare), meglio noto al grande pubblico per aver fatto la prima (strepitosa) stagione di Prison Break. Uno dei miei film cult.

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