venerdì 5 marzo 2010

Letto e commentato: Chie-chan e io, di Banana Yoshimoto


E' accaduto d'estate. Chie-chan, la mia compagna d'appartamento, aspettando che scattasse il semaforo si era sporta un pò dal marciapiede. Una moto imboccò la curva a tutta velocità e lei, per schivarla, fu investita da una macchina e subito dopo trasportata in un ospedale con un'ambulanza. Mi chiedo adesso se non sia stato allora che qualcosa cominciò a muoversi. Le cose che ci sembrano uguali e stabili in realtà scorrono in modo impercettibile e si modificano, lasciando sempre intravedere qua e là dei segnali. Come in un caleidoscopio, basta il più piccolo movimento e il mondo si trasforma rapidamente. Può sembrare che il cambiamento non sia stato importante, ma se ci si volta indietro di colopo, il paesaggio di prima si è già dissolto e non lo si può più ritrovare. E' un processo che si ripete all'infinito. Così il mondo può espandersi senza limiti, e di questo movimento si possono anche cogliere i segnali.

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