venerdì 26 febbraio 2010

Letto e commentato: Honeymoon, di Banana Yoshimoto


Sin da piccola ho sempre amato il giardino di casa mia. Non era particolarmente grande, ma in rapporto alle dimensioni della casa ricopriva una superficie abbastanza ampia. Mia madre era appassionata di giardinaggio, così c'erano svariate piante dai frutti commestibili, pietre ornamentali disposte in forme complicate, e alberi che davano fiori in ogni stagione. Perciò il giardino aveva diverse facce. E in quel piccolo mondo c'erano molti posti dove potevo sentirmi a mio agio. Il giardino mi era molto caro, e da bambina mi sedevo o mi stendevo direttamente per terra con tutti i vestiti. Poi, diventata grande, quando avevo il tempo di sedermi in giardino, portavo sempre con me una stuoia da mettere sotto e qualcosa da bere. Stai lì senza fare niente eppure non ti annoi, si stupivano mia madre, mio padre e Hiroshi, e io davvero non mi annoiavo: guardavo il cielo così vasto, poi il muschio e le formiche ai miei piedi, e quando tornavo di nuovo a guardare il cielo, il suo colore e la posizione delle nuvole erano cambiati. Osservavo per un pò queste impercettibili trasformazioni del mondo, poi guardavo la luce che colpiva la mia mano, e in questo modo il tempo passava a una velocità impressionante.

1 commento:

  1. che coincidenza... anche io nel mio post del sabato parlerò di un libro di Banana Yoshimoto!!!

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