mercoledì 6 gennaio 2010

CineLibri: Senno e sensibilità, di Jane Austen

L'Incipit
La famiglia Dashwood si era stabilita nel Sussex da molto tempo; le loro proprietà terriere erano vaste, e al centro sorgeva Norland Park, la residenza in cui per molte generazioni avevano vissuto in modo tanto rispettabile da essersi guadagnati la stima di tutti nei dintorni. L'ultimo proprietario era stato un vecchio scapolo, che aveva raggiunto un'età molto avanzata, e che per molti anni aveva avuto come compagna e direttrice della casa la propria sorella. Ma la morte di lei, avvenuta dieci anni prima della sua, aveva prodotto un gran cambiamento nella sua esistenza; perché, per sopperire alla perdita, aveva invitato e accolto in casa la famiglia del nipote, Henry Dashwood, che era l'erede legittimo della proprietà di Norland e la persona a cui lui intendeva lasciarla alla propria morte. Il vecchio signore passò serenamente i suoi ultimi giorni, in compagnia del nipote, della moglie di questi e dei loro figli. Il suo affetto per tutti loro non fece che aumentare. Le costanti premure dimostrate dal signore e dalla signora Dashwood nel soddisfare ogni suo desiderio, che nascevano non solo dall'interesse ma anche dal buon cuore, gli dettero tutto l'effettivo conforto che alla sua età poteva ancora ricevere; e l'allegria dei bambini aggiunse alla sua esistenza una nota di gioia.
Il signor Dashwood aveva avuto un figlio da un matrimonio precedente; e dalla moglie attuale, tre bambine. Il figlio, un giovane posato e rispettabile, godeva delle risorse rappresentate dalla fortuna di sua madre, che era consistente; metà di essa gli era stata devoluta quando aveva raggiunto la maggiore età. Col suo matrimonio, che era avvenuto subito dopo, aveva inoltre aumentato le sue ricchezze. Quindi per lui la successione alla proprietà Norland non era così importante quanto per le sue sorelle; queste infatti avevano ben poco, a prescindere da quello che poteva toccare loro una volta che il padre avesse ereditato la proprietà. La loro madre non possedeva nulla, e il padre disponeva solo di settemila sterline, perché l'altra metà della dote della prima moglie era anch'essa intestata al figlio, e lui non ne riceveva che un usufrutto.
Il vecchio signore morì; fu data lettura del testamento e, come quasi sempre accade con i testamenti, esso rappresentò una delusione e un piacere. Non era stato né tanto ingiusto né tanto ingrato da togliere la proprietà al nipote, gliela aveva però lasciata con dei termini tali da cancellare metà del lascito. Il signor Dashwood l'aveva desiderata più per la moglie e le figlie che per sé o per il figlio; ed ecco che era stata lasciata proprio al figlio, e al figlio del figlio, un bimbo di quattro anni, e a condizioni tali da non consentirgli di provvedere a quelle che gli erano più care, e che ne avrebbero avuto tanto bisogno, mediante qualche rendita che scaturisse dalla proprietà o qualche vendita dei suoi preziosi boschi. Era tutto bloccato a beneficio del bambino, il quale, nel corso delle visite che di tanto in tanto faceva a Norland con i genitori, aveva saputo guadagnarsi l'affetto dello zio grazie a delle doti per nulla eccezionali nei bambini di due o tre anni (una pronuncia approssimativa, un gran desiderio di fare come voleva lui, molte uscite piene di furbizia e una gran capacità di fare chiasso), tanto da far passare in secondo piano tutte le cure ricevute per anni da parte di suo nipote e delle figliole di questo. D'altra parte, come si è già detto, il vecchio signore non voleva essere ingiusto, e come testimonianza del suo affetto per le tre ragazze aveva lasciato loro mille sterline ciascuna.


Il Film



Ragione e sentimento (1995), di Ang Lee, con Emma Thompson, Hugh Grant, Kate Winslet, Alan Rickman, Greg Wise, Hugh Laurie.

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