mercoledì 23 dicembre 2009

CineLibri: Fahrenheit 451, di Ray Bradbury

L'Incipit
Era una gioia appiccare il fuoco. Era una gioia speciale vedere le cose divorate, vederle annerite, diverse. Con la punta di rame del tubo fra le mani, con quel grosso pitone che sputava il suo cherosene venefico sul mondo, il sangue gli martellava contro le tempie, e le sue mani diventavano le mani di non si sa quale direttore d'orchestra che suonasse tutte le sinfonie fiammeggianti, incendiarie, per far cadere tutti i cenci e le rovine carbonizzate della storia. Con suo elmetto simbolicamente numerato 451 sulla stolida testa, con gli occhi tutta una fiamma arancione al pensiero di quanto sarebbe accaduto la prossima volta, l'uomo premette il bottone dell'accensione, e la casa sussultò in una fiammata divorante che prese ad arroventare il cielo vespertino, poi a ingiallirlo e infine ad annerirlo. Egli camminava dentro una folata di lucciole. Voleva soprattutto, come nell'antico scherzo, spingere un'altea su un bastone dentro la fornace, mentre i libri, sbatacchiando le ali di piccione, morivano sulla veranda e nel giardinetto della casa, salivano in vortici sfavillanti e svolazzavano via portati da un vento fatto nero dall'incendio. Montag ebbe il sorriso crudele di tutti gli uomini brucciacchiati e respinti dalla fiamma. Sapeva che quando fosse ritornato alla sede degli incendiari avrebbe potuto ammiccare a se stesso, specie di giullare negro, sporco di carbon fossile, davanti allo specchio. Poi, nell'atto di coricarsi, si sarebbe sentito quel sorriso, una sorta di smorfia, ancora artigliato nei muscoli facciali, al buio. Non scompariva mai, quel sogghigno, non se n'era andato mai nemmeno una volta per quanto riandasse con la memoria al passato.

Il  Film
Fahreheit 451 (1966), di François Truffaut, con Julie Christie e Oskar Werner


http://www.youtube.com/watch?v=7cQ-yGCyjyM

L'Autore
Cronache marziane (1950)
Il gioco dei pianeti (1951)
Fahrenheit 451 (1953)
Le auree mele del sole (1953)
Paese d'ottobre (1955)
L'estate incantata (1957)
La fine del principio (1959)
Il popolo dell'autunno (1962)
Le macchine della felicità (1964)
Il corpo elettrico (1969)
L'albero di Halloween (1972)
Il meraviglioso vestito color panna e altre commedie (1972)
Molto dopo mezzanotte (1975)
Dinosauri (1983)
Morte a Venice (1985)
34 Racconti, 1985
Omicidi di annata, 1986
Lo Zen nell'arte della scrittura (1986)
Viaggiatore del tempo (1988)
La follia è una bara di cristallo (1990)
Verdi ombre, balena bianca (1992)
I fiori di Marte (1996)
Ahmed e le macchine dell'oblio (1998)
Ritornati dalla polvere (2001)
Constance contro tutti (2002)

Inizio con uno dei miei romanzi preferiti in assoluto, Fahrenheit 451 (1953), di Ray Bradbury. Chi non l'ha mai letto dovrebbe farlo subito perché si tratta di un capolavoro ASSOLUTO della letteratura moderna. .Da questo romanzo François Truffaut ha tratto l'omonimo film del 1966, altrettanto bello, nonostante sia un pò datato. Questo romanzo riassume un pò il mio pensiero, soprattutto di questi tempi: senza i libri siamo una massa incolta di ignoranti facilmente manovrabili dai potenti. Forse la mia è una visione troppo cupa della vita, ma credo che ogni tanto valga la pena di spegnere la televisione ed accendere il cervello...con un buon libro...

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