venerdì 25 dicembre 2009

Letto e commentato: Lei e lui, di George Sand


L'Incipt
A Mademoiselle Jacques:
Cara Thérèse, visto che mi permette di chiamarla confidenzialmente così, ascolti un'importante notizia dal mondo delle arti, come dice il nostro amico Bernard. Quello che adesso le racconterò è senza capo nè coda. Si figuri che ieri, dopo averla annoiata con la mia visita, sono tornato a casa e ci ho trovato un milord inglese...insomma, forse non proprio un milord ma inglese lo era di certo, che mi ha detto, in quel tipico modo di esprimersi degli inglesi:
- Lei è pittore?
- Yes, milord.
- Dipinge visi?
- Yes, milord.
- E le mani?
- Yes, milord, anche i piedi.
- Bene.
- Benissimo.
- Ne sono più che certo!
- Ebbene, vuol farmi il ritratto?
- A lei?
- Perché no?
Il perché no fu pronunciato con tanta afffabilità che smisi di considerarlo uno stupido, tanto più che quel figlio d'Albione era un uomo magnifico. Era come se la testa di Antinoo fosse stata posata sulle spalle di...di un inglese, cioé un tipico modello greco nel suo periodo aureo innestato su un busto vestito e incravattato secondo i particolari canoni del fascino britannico.
- In verità, - gli ho detto -lei è un bel modello, non cè dubbio, e mi piacerebbe ricavarne uno studio per conto mio, ma non posso farle il ritratto.
- E perché poi?
- Perché non sono un ritrattista.
- Oh, in Francia forse ci si specializza solo in una tecnica artistica?
- No, ma quando il pubblico raggiunge un giudizio diventa inflessibile e difficilmente cambia idea. Vuole avere un'opinione chiara della nostra competenza tecnica, soprattutto quando siamo giovani, e se io che le parlo, e che sono giovanissimo, avessi la disgrazia di farle un buon ritratto, farei una gran fatica ad aver successo nella prossima mostra con qualcosa di diverso dai ritratti. L'opinione resterebbe immutabile anche se le facessi un ritratto mediocre. Verrebbe decretato l'inalterabile verdetto che non posseggo le qualità necessarie e che ero stato solo un presuntuoso nel provare a seguire altre strade diverse dalla ritrattistica.

Perle di saggezza
A ventiquattro anni non si può essere l'amico sincero di una donna … giovane e bella!


Non credo all'amicizia più che all'amore fra una donna e un uomo.

Parlar d'amore è già farne dono o riceverne.

Niente è così pericoloso quanto quell'intimità in cui ci si ripromette di non amarsi, quando l'uno dei due invece prova una segreta attrazione fisica per l'altro.

Tu sei fortunata a svegliarti ogni mattina con il cuore nello stesso posto. Io smarrisco il mio durante il sonno.
Come ho potuto convincermi che in amore la bellezza interiore è necessaria quanto quella fisica? Sapevo accontentarmi del meno, dunque il più doveva opprimermi perché il meglio è nemico del bene.

Quell'enigma che ho nel petto al posto del cuore grida senza sosta non so che cosa, e io non so come fare per calmarlo.

Cercare il lato ridicolo delle cose significa scoprirne il lato debole o illogico; canzonare i pericoli in cui l'anima si trova impigliata vuol dire esercitarsi a sfidarli, come i nostri soldati che vanno incontro al nemico cantando e ridendo.

Ho osservato che le persone che non scherzano mai sono di una vanità puerile e insopportabile.

A questo mondo, tutto ciò che accade è per una buona metà esattamente l'opposto di quello che sembrava dovesse accadere.

Gli esseri umani che fanno disperare i loro simili stanno sempre bene e sfuggono a tutti i pericoli.

So soltanto che sarebbe la vita, e che, buona o cattiva, è quella vita che voglio, o in alternativa la morte …
L'esercizio della vita deve essere un eterno combattimento con se stessi.

Non sono soltanto le emozioni piacevoli che ci fanno vivere, anche quelle spaventose sono necessarie a farci assaporare più intensamente la vita.

Tuttavia non si sceglie la propria sorte, giacché i pazzi e gli ambiziosi non sono i soli imprudenti sui quali il destino indirizza la sua folgore.

La tua sofferenza e il dubbio che ti tormenta, quello che chiami il tuo castigo, è forse la condizione per la tua gloria: impara dunque a sopportarla. Con tutte le tue forze hai bramato di raggiungere l'ideale della felicità e non l'hai afferrato che in sogno. Ebbene, ragazzo mio, i tuoi sogni sono la tua unica realtà, sono il tuo ingegno, la tua vita. Non sei forse un artista?

Dio condanna certi uomini di genio a errare nella tempesta e a creare nel dolore.

I saggi e i buoni per l'eterna felicità, i ciechi e i ribelli per l'inferno.


Quando l'animo umano, trasportato da nobili intendimenti, ha raggiunto certe vette, se è colpito da vertigine non scende più, precipita.

Tutto quel che accende la fantasia costituisce un piacere più o meno acerbo.

Quando si conosce la gabbia, però, non si apprezza più la libertà. Per quanto poco e male il suo cuore abbia accettato la catena, la rimpiangerà non appena spezzata, e si troverà nell'orrore della solitudine senza poter fare una scelta fra amore e libertinaggio.

Il mondo esige negli artisti il fuoco dell'ispirazione e bisogna pure che questo fuoco, traboccante per il piacere e la gioia del pubblico, giunga a consumare loro stessi .

Cambiare significa rinnovarsi, poter cambiare significa essere libero. L'artista è nato per essere schiavo, e non è schiavitù la fedeltà rispettata, o anche soltanto promessa?

L'uomo è infelice solo perché l'artista non è soddisfatto di sé.

Io paragono l'immaginazione a una sorta di sdegnosa facoltà umana la cui unica attività è quella di accendere il fuoco nelle vene del povero corpo che abita.

Cercare il lato ridicolo delle cose significa scoprirne il lato debole o illogico; canzonare i pericoli in cui l'anima si trova impigliata vuol dire esercitarsi a sfidarli, come i nostri soldati che vanno incontro al nemico cantando e ridendo.

Ho osservato che le persone che non scherzano mai sono di una vanità puerile e insopportabile.

A questo mondo, tutto ciò che accade è per una buona metà esattamente l'opposto di quello che sembrava dovesse accadere.

Gli esseri umani che fanno disperare i loro simili stanno sempre bene e sfuggono a tutti i pericoli.

So soltanto che sarebbe la vita, e che, buona o cattiva, è quella vita che voglio, o in alternativa la morte …

L'esercizio della vita deve essere un eterno combattimento con se stessi.

Non sono soltanto le emozioni piacevoli che ci fanno vivere, anche quelle spaventose sono necessarie a farci assaporare più intensamente la vita.

L'autrice
George Sand (1804-1876) fu una scrittrice francese il cui vero nome era Amantine Aurore Lucile Dupin. Famosa per le sue relazioni sentimentali con il poeta Alfred de Musset e il musicista Frederic Chopin, fece scandalo per i suoi comportamenti anticonformistici e per il suo abbigliamento maschile con il quale manifestava la sua volontà di indipendenza e il suo rifiuto di regole prestabilite. Si vociferò anche di una sua possibile relazione con l'attrice Marie Dorval (1798-1849), ma non vi furono mai prove certe. Autrice assai prolifica, si distingueva per il femminismo ante itteram delle sue eroine. Tra i suoi romanzi più belli va citato Lui e lei (1859) nel quale racconta la sua relazione con Musset.

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